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    Una sconosciuta Costiera Amalfitana: l’entroterra


    Pubblicata il: 29 agosto 2016
    Sei qui: Home > Blog > Da non perdere > Una sconosciuta Costiera Amalfitana: l’entroterra

    Pensare alla Costiera Amalfitana fa venire in mente, per prima cosa, il mare stupendo in netto contrasto con le montagne che lo dominano; i piccoli e suggestivi paesini costieri, ricchi di storia e tradizioni: Amalfi, Vietri sul Mare, Ravello, Positano. Ma la Costiera Amalfitana non è fatta di solo mare. La dinamicità del territorio è evidente con un semplice sguardo: i paesi della Costiera si “tuffano” letteralmente in mare, sembrano cadere dalla montagna. Nel giro di pochi chilometri, infatti, si può tranquillamente passare da un pacifico sentiero di trekking in mezzo al bosco a una spiaggia soleggiata in cui rilassarsi ascoltando il suono delle onde.

    Abbiamo parlato in questo articolo dei luoghi di mare da non perdere se si ha a disposizione un solo week end per visitare la Costiera Amalfitana. Ora, però, è il momento di lasciare la costa e addentrarsi nell’entroterra, luogo altrettanto suggestivo e ricco di splendidi scorci e posti da scoprire.

    Furore

    Cosa rende famoso e altamente affascinante Furore è sicuramente il caratteristico Fiordo, che sembra incarnare perfettamente le caratteristiche paesaggistiche della Costiera Amalfitana. Furore è un paese “a metà strada”: c’è la piccola spiaggia, il porto e tutta la parte “bassa” sul mare; ma c’è anche la parte “alta”, chiamata anche “il villaggio della terra che non c’è”, perché le abitazioni sono state costruite sparpagliate sul versante, con il risultato che non sembra un vero e proprio paese, ma più un insieme di costruzioni sparse. Concentrandosi sulla parte “alta”, quindi, è possibile trovare moltissimi sentieri escursionistici e di trekking, famosi per i loro fantasiosi nomi: Amore, Abu Tabela, Nido di Corvo, Pipistrelli Pazzi. Non resta che esplorare.

    Entroterra-Costiera-Furore

    Scala

    Scala, poco distante da Ravello, è il primo paese di cui parliamo completamente nell’entroterra. Un tempo dipendente da Amalfi, il centro storico di Scala vi lascerà a bocca aperta. Le costruzioni sono decorate con tufo e creta e tutto è circondato dai boschi, dove prevale su tutti l’albero di castagno (famoso, infatti, l’autunnale “Festival della Castagna”). Al centro del paese si trova la Cattedrale, costruita nel XI secolo e dedicata a San Lorenzo Martire. Al suo interno, segnaliamo lo splendido pavimento di terracotta con maioliche napoletane. In questo paese, annualmente, avviene la ricostruzione del matrimonio medievale avvenuto fra Antonio Coppola, nobile di Scala, e Marinella Rufolo, pupilla della più importante famiglia di Ravello. Il matrimonio avvenne nel XIV secolo con l’intento di portare la pace tra le due vicine città. La sposa lascia Villa Rufolo a Ravello per camminare lungo il ponte sopra il torrente Dragone, dove incontra il futuro marito, per poi raggiungere insieme la Cattedrale di Scala, dove il Vescovo li sposa. Dopo la celebrazione, ovviamente, ha luogo la festa di paese.

    Entroterra-Costiera-Scala

    Tramonti

    Tramonti è un vero e proprio villaggio di montagna. Non come quelli delle Dolomiti, chiariamoci: siamo pur sempre in Costiera Amalfitana. Però si trova in mezzo alle montagne e sorge sull’unica grande valle di tutta la Costiera. Distanti dalle tradizioni marine e pescherecce degli altri paesi più famosi sulla costa, a Tramonti le cose sono rimaste proprio come una volta. Se volete immergervi nella più profonda tradizione agricola, potete seguire l’itinerario delle mucche da latte e dei prodotti caseari, che attraversa i 13 borghi che formano questo agglomerato di paesi in mezzo alle montagne. Recentemente (anni ’80 del ‘900) sono state fatte delle importanti scoperte archeologiche: la più importante di tutte è la villa di Campagna, nel borgo di Polvica, formata da due strutture sovrapposte la più antica delle quali risale al I secolo a.C.

    Entroterra Costiera Tramonti

    Parco dei Monti Lattari

    Il protagonista assoluto di tutto l’entroterra della Costiera Amalfitana, però, è senza ombra di dubbio il Parco Regionale dei Monti Lattari. In realtà, già alcuni dei paesi di cui abbiamo parlato poco sopra fanno parte di quest’area, che si estende per circa 160 km2 e abbraccia tutta la penisola sorrentino-amalfitana. Per le sue caratteristiche, questa potrebbe essere considerata la terra dei contrasti: uomo e natura, mare e montagna, storia e modernità. Oppure, può essere vista come la terra delle diversità, dove tutto convive armoniosamente e forma un unicum di rara bellezza.

    Il paesaggio vegetale dei Monti Lattari si può suddividere schematicamente in tre gruppi: sul mare e sui versanti meglio esposti predominano il carrubo e l’olivastro; nella fascia intermedia prevalgono il leccio, l’orniello, la roverella e arbusti come il corbezzolo e l’erica; alle quote maggiori abbondano il castagno e l’ontano, ma anche il carpino, il frassino e il faggio. Inoltre, il lungo e paziente lavoro dell’uomo ha impiantato agrumeti e vigneti su ogni lembo di terra coltivabile, faticosamente strappato alla pendenza mediante la realizzazione di arditi terrazzi. L’opera dell’uomo, seppur massiva, ha reso possibile il panorama che oggi tutti possono ammirare: i terrazzamenti sul mare e gli alberi di agrumi, coloratissimi, donano a quest’area un’aura magica, quasi sacrale.

    Entroterra-Costiera-Monti-Lattari

     

    Il Parco Regionale dei Monti Lattari offre uno dei più ampi ventagli escursionistici dell’Appennino. La sua fitta rete di sentieri consente di sperimentare appieno la convivenza tra montagna e mare, che in questo territorio è stretta come in nessun altro luogo. I sentieri si snodano sempre in contesti panoramici di grande suggestione.

    La morfologia della penisola fa sì che molte delle passeggiate possibili su questi itinerari consentano di abbracciare con lo sguardo i due mari.

    Per maggiori informazioni sugli itinerari, la flora e la fauna del Parco dei Monti Lattari, visitate il sito ufficiale a QUESTO LINK.

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